Storie per Bambini

storie per bambini dai 2 ai 5 anni

La vocina che faceva ridere le rocce

La vocina che faceva ridere le rocce

✨ Riassunto della Storia

Lori e gli amici viaggiano con Alfredo nella Grotta Rimbombante del Mondo Sottosopra, dove fanno le Mini-Olimpiadi Capovolte. Imparano che l'Eco birichina, che sembrava diversa, è proprio l'amica che accende i cristalli con le risate.

Quel pomeriggio il cielo era grigio come una coperta di lana, e una pioggia dispettosa tamburellava sui vetri. Lori, Ale, Viola ed Eletta erano tutti nel salone, seduti sul tappeto, e giocavano a lanciarsi un pallone morbido cercando di farlo entrare in un cesto di vimini.

"Canestro!" gridava Lori ogni volta, anche quando la palla finiva dietro il divano. "Be', quasi canestro."

Viola rideva, Eletta batteva le mani e Ale saltava come una molla. Fuori la pioggia cadeva sempre più fitta, e sembrava una giornata da restare al chiuso.

Ma proprio allora, da chissà dove, arrivò un suono conosciuto e allegro: "CIUFFFF CIUFFFF!"

Davanti alla finestra spuntò Alfredo il trenino magico, lucido e sorridente, con il fumo che faceva capriole nell'aria. I bambini corsero ad aprire, e Alfredo li salutò con la sua voce cantilenante:

"Buongiorno bimbi, che allegria,
oggi vi porto lontano via!
Un luogo strano, testa in giù,
dove si ride sempre di più!"

"Testa in giù?" chiese Viola, con gli occhi che brillavano.

"Salite a bordo e lo saprete," cantò Alfredo, "e quanto vi divertirete!"

I quattro amici salirono di corsa. Le porte si chiusero con un fischio gentile, e il trenino partì tra le nuvole, dondolando come una culla.

Dopo un viaggio pieno di risate, Alfredo si fermò davanti a una grande grotta scintillante. I bambini scesero e rimasero a bocca aperta.

Dentro la grotta tutto era al contrario. Il pavimento stava in alto e il soffitto stava in basso. Le rocce puntavano verso su come alberi rovesciati, e c'erano tante piccole gradinate vuote, proprio come in uno stadio. Tutto intorno spuntavano cristalli grandi come mele, ma erano spenti, grigi, tristi.

"Che posto è?" sussurrò Eletta.

"È la Grotta Rimbombante del Mondo Sottosopra," disse una vocina buffa da un angolo. "O meglio: è la Groootta Rimbombaaante del Mondo Sottosopraaa-opraaa-praaa!"

I bambini si girarono, ma non videro nessuno. La voce sembrava arrivare da tutte le parti insieme.

"Chi ha parlato?" chiese Lori.

"Ha parlaaato-arlaaato-aaato!" rispose la vocina, e poi scoppiò a ridere. "Ih ih ih! Sono io, l'Eco birichina! Vivo qui e mi piace rimbombare!"

"Rimbombare?" domandò Ale, grattandosi la testa. "Cosa vuol dire?"

"Rimbombare vuol dire che una voce rimbalza sulle rocce e torna indietro tante volte," spiegò l'Eco, tutta contenta di essere utile. "Come quando gridi in una stanza vuota e la tua voce ti risponde. Io prendo le vostre parole e le faccio diventare buffe!"

Per dimostrarlo, urlò: "PATATA!" E subito dopo: "...tataaa-ataaa-taaa!"

I bambini scoppiarono a ridere. E successe una cosa incredibile: uno dei cristalli spenti si accese di colpo, brillando di una luce dorata e calda.

"Avete visto?" disse l'Eco. "I cristalli si accendono quando qualcuno ride di gusto! Ma è tanto tempo che qui nessuno ride più, e così sono rimasti tutti spenti. La grotta è diventata buia e silenziosa."

Lori si fece avanti, con le mani sui fianchi e un sorriso da campione. "Allora è facile! Faremo ridere tutta la grotta! Organizziamo le Mini-Olimpiadi Capovolte! Io sono bravissimo negli sport, vinceremo tutte le gare!"

"Sì!" gridarono gli altri.

Ma nel Mondo Sottosopra le cose non andavano proprio come Lori si aspettava.

La prima gara era il salto in alto. Lori prese la rincorsa, spiccò un balzo enorme e... invece di volare in su, volò in giù, atterrando con il sedere su un cuscino di muschio morbido. "OHIA!"

"Loriii vola-olaaa-aaa!" rimbombò l'Eco. "In baaasso-aaasso-sso!"

Eletta e Viola scoppiarono a ridere così forte che due cristalli si accesero insieme. La grotta era un pochino meno buia.

Poi toccò alla corsa. Ale e Lori partirono a razzo, ma nel Mondo Sottosopra si correva sul soffitto, con la testa in giù e i piedi in su. Lori muoveva le gambe velocissimo, ma andava all'indietro, e finì per infilarsi dentro un cespuglio di funghi profumati.

"Ma dove vado?" rideva Lori, tutto coperto di funghi che sapevano di torta.

"Va indieeetro-ieeetro-eeetro!" cinguettò l'Eco. "Che ridereeezza-ereeezza-eeezza!"

Risero tutti, e altri tre cristalli si accesero. La grotta cominciava a diventare calda e luminosa, come un tramonto d'estate.

Dopo venne la gara di corsa a ostacoli. C'erano tante rocce morbide da saltare, ma nel Mondo Sottosopra gli ostacoli non stavano a terra: galleggiavano a mezz'aria come nuvolette. Ale prese la rincorsa, spiccò un balzo per superare il primo ostacolo e rimase incastrato tra due nuvolette, con le gambe che pedalavano nel vuoto.

"Aiuto, sono appeso!" rideva Ale, dondolando avanti e indietro come un'altalena.

"Ale dondolaaa-ondolaaa-olaaa!" cinguettò l'Eco. "Come un salamiii-lamiii-amiii!"

Eletta corse a tirarlo giù, ma nel Mondo Sottosopra tirando in giù si andava in su, e finirono tutti e due a testa in giù a ridere come matti. Quattro cristalli si accesero tutti insieme, con un suono simile a tante campanelle. Ormai la grotta scintillava quasi tutta, e sembrava piena di lucciole dorate.

Poi ci fu il tuffo. Viola salì su una roccia e si tuffò con eleganza, ma invece di cadere giù volò verso l'alto, come un palloncino, e rimase appesa a testa in giù ridendo. Poi toccò a Eletta, che si tuffò e fece tre giravolte prima di posarsi dolce come una piuma.

Ogni gara era una scenetta buffa, e ogni volta l'Eco birichina raccontava tutto con la sua voce sballata, mescolando le parole e facendo scoppiare tutti dalle risate. Un cristallo dopo l'altro si accendeva, e la Grotta Rimbombante brillava sempre di più.

Ma proprio quando tutto andava a meraviglia, arrivò il momento più importante: la grande finale di tiro a canestro. Lori era serissimo. Voleva fare canestro davvero, per una volta, senza pasticci.

Prese la palla, mirò con attenzione, e stava per lanciare quando l'Eco gridò: "Loriii tiraaa-iraaa-aaa!"

Lori si spaventò per il rumore, la palla gli scivolò dalle mani e rotolò dentro una pozzanghera di gelatina viola. PLOF!

"Uffa!" sbuffò Lori, tutto arrabbiato. "Eco, hai rovinato il mio canestro! Fai troppo rumore, non riesco a concentrarmi! Perché non stai un po' zitta?"

Nella grotta calò un silenzio strano. L'Eco birichina non rispose. Non fece nemmeno un rimbombo.

"Eco?" chiamò Lori. Ma niente.

Allora accadde una cosa triste. Uno dopo l'altro, i cristalli cominciarono a spegnersi. Prima uno, poi due, poi dieci, poi tutti. La grotta ripiombò nel buio, fredda e silenziosa come prima.

"Che è successo?" chiese Eletta, con la voce piccola piccola.

"L'Eco se n'è andata," disse Viola. "E senza le sue risate i cristalli si sono spenti."

Lori sentì un peso nella pancia. Guardò le sue scarpe e capì di aver detto una brutta cosa. Si guardò intorno, nel buio, e vide in un angolo lontano una piccola nuvoletta grigia che tremava. Era l'Eco, rannicchiata dietro una roccia, che tirava su col naso.

Lori si avvicinò in punta di piedi. "Eco? Sei tu?"

"Vattene," mormorò l'Eco, senza rimbombare. "Faccio solo confusione. Sono strana. Rovino tutto. Meglio se resto qui, al buio, da sola."

Lori si sedette accanto a lei. Il cuore gli batteva forte.

"No, Eco," disse con voce dolce. "Sono io che ho sbagliato. Ero arrabbiato per il canestro e ho detto una cosa cattiva. Ma sai una cosa? Il canestro non conta niente. Sai cosa contava davvero? Che tutti ridevano. E chi ci faceva ridere? Tu. Eri tu che accendevi i cristalli con le tue rimbombate buffe. Senza di te qui è tutto buio."

L'Eco alzò la testa, timida. "Davvero? Ma io sono diversa da voi. Non ho le gambe per correre, non ho le mani per il canestro. So solo rimbombare."

"E rimbombare è la cosa più bella di tutte!" disse Lori, con un gran sorriso. "Nessuno sa farlo come te. Torna con noi, per favore. Anzi, ho un'idea!"

Lori si alzò in piedi e gridò, così forte che la sua voce viaggiò per tutta la grotta buia: "Signore e signori, benvenuti alle Mini-Olimpiadi Capovolte! La telecronista ufficiale, quella che racconta tutte le gare, è la più brava del mondo: l'ECO BIRICHINA!"

Ci fu un attimo di silenzio. Poi, dall'angolo buio, arrivò una piccola risatina. "Ih ih... telecronistaaa-onistaaa-istaaa?"

"Ufficialeee-cialeee-aleee!" rispose Lori, imitandola.

E allora l'Eco birichina scoppiò a ridere di gioia, e uscì dal suo angolo, e riempì la grotta con la sua voce felice. "Che salto pazzeeesco-azzeeesco-eeesco! Che tuffo splendideee-endideee-ideee!"

Uno dopo l'altro, i cristalli si riaccesero, ma più forte di prima, tutti insieme, come mille stelle dorate. La Grotta Rimbombante non era mai stata così luminosa e calda. I bambini ballavano, saltavano, ridevano, e l'Eco raccontava ogni cosa con la sua voce buffa, e ognuna delle sue parole faceva accendere una luce nuova.

Lori guardò tutta quella luce e capì una cosa importante: chi sembra diverso, chi fa le cose a modo suo, può essere proprio l'amico che rende tutto più bello.

Quando fu ora di tornare, Alfredo il trenino magico li aspettava fuori, con il suo fischio allegro. I bambini salutarono l'Eco con la mano, e lei rimbombò: "Ciaooo amiciii-miciii-iciii!"

Saliti sul trenino, Alfredo cantò dolcemente:

"Chi è un po' strano o un po' speciale,
può essere un amico senza uguale.
Hai visto, Lori, che bella lezione:
l'Eco birichina è un vero campione!"

I bambini annuirono, con gli occhi ancora pieni di luce dorata, mentre Alfredo li riportava a casa tra le nuvole. E ogni volta che, nei giorni dopo, gridavano una parola in una stanza vuota e la sentivano tornare indietro, sorridevano, e pensavano alla loro amica che rimbombava, laggiù nella grotta più luminosa del mondo.

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