La Coppa dell'Arrivare Insieme
📅 Pubblicata il 12/10/2026
✨ Riassunto della Storia
Ale presenta il suo amico Michi ai suoi amici e insieme corrono il Gran Premio delle Hot Wheels in giardino, aiutandosi a vicenda e vincendo la Coppa dell'Arrivare Insieme.
Era sabato mattina e il giardino di Ale profumava di erba tagliata e di biscotti. Ale era seduto sui gradini con le sue Hot Wheels allineate una accanto all'altra: la blu, la gialla a strisce, quella con le fiamme. Sofia, la gattina nera, dormiva sul suo piede. Dora, la gatta tigrata, controllava il cancello come una guardia. Poldo, il gattone bello grasso, russava all'ombra, e Milo, il più agile, si faceva le unghie sul tronco del ciliegio.
"Oggi arriva Michi!" annunciò Ale, saltando in piedi con il sorriso più largo del mondo. "Il mio amico grandissimo!"
Il cancello si aprì con un cigolio. Entrò un bimbo con una maglia rossa da calcio e un pallone sotto il braccio. Dietro di lui c'erano un signore alto e una signora con un sorriso gentile.
"Michi!" gridò Ale.
"Ale!" gridò Michi.
Si buttarono uno sull'altro in un abbraccio così forte che Poldo aprì un occhio, sbuffò e si rimise a dormire.
"Buongiorno a tutti!" disse il papà di Michi. "Io sono Luis."
"E io sono Stella," disse la signora.
"Ma è la maestra Stella!" strillò Ale. "La maestra della mia scuola!"
"Sì, Ale," rise lei. "Ma oggi sono solo la mamma di Michi. Anche se un fischietto me lo sono portato, non si sa mai."
In quel momento arrivarono di corsa anche gli altri amici di Ale. Viola, con le trecce e gli occhi azzurri, si fermò davanti a Michi e lo guardò dalla testa ai piedi, molto seria.
"Tu sai giocare a calcio?" chiese.
"Un pochino," disse Michi, un po' timido.
"Allora va bene," decise Viola, e gli strinse la mano come fanno i capi.
Eletta, alta e magra, gli porse un fiore giallo che aveva raccolto lungo la strada. "Benvenuto," disse piano. "Questo è per te."
Lori, invece, fece la faccia più buffa che aveva: occhi storti, lingua fuori e naso di maiale. Michi scoppiò a ridere così forte che gli cadde il pallone, e il pallone rotolò dritto dentro il cestino di Poldo.
"Miao!" fece Poldo, svegliandosi di colpo, con il pallone in braccio come fosse un cucciolo.
Tutti risero fino alle lacrime. In due minuti Michi era già amico di tutti.
Luis e Stella si sedettero sulla panchina con il caffè e dissero: "Voi giocate, noi vi guardiamo."
Michi tirò fuori dalla tasca la sua macchinina preferita: una Hot Wheels rossa, con una striscia nera e un'ammaccatura sul paraurti.
"Ho battuto contro il muro del garage," spiegò. "Ma è la mia preferita."
"È bellissima," disse Ale. "Giochiamo!"
Aprirono la grande scatola delle macchinine. Ale la scosse, e dalla scatola uscì un suono strano: bzzzin, bzzzin, bzzzin.
Dal fondo saltarono fuori tre omini piccolissimi, con il casco e la tuta da corsa.
"Buongiorno, bambini!" disse il primo, alto come un tappo di bottiglia. "Io sono il pilota Scintilla!"
"Io sono Frizione," disse il secondo, che aveva i baffi più grandi di lui.
"E io sono Tappo," disse il terzo, e inciampò subito nel suo casco.
"Siamo i piloti delle Hot Wheels," spiegò Scintilla. "Oggi si corre il Gran Premio del Giardino, e ci mancano i piloti. Volete correre con noi?"
"Siiii!" gridarono tutti.
Frizione soffiò sulle macchinine. Ci fu un lampo, un pop e un profumo di gomma e di caramelle. Quando Ale riaprì gli occhi, il giardino sembrava enorme. I fili d'erba erano alti come alberi e la sua macchinina blu era grande quanto lui. Erano diventati piccoli come le Hot Wheels!
Una pista arancione correva tra i fiori, saliva su una rampa, scendeva dentro un tubo e faceva un grande giro tondo nell'aria, il loop.
"Pronti, partenza..." disse Tappo, agitando una bandierina scacchi.
"Via!" gridò Scintilla.
Vrooom! Le macchinine partirono tutte insieme.
Lori andò subito avanti, perché era velocissimo, ma alla prima curva sbagliò strada e finì dentro una grande margherita. Ne uscì con un petalo sul casco e disse: "Ho vinto il premio della più bella aiuola!"
Viola era dritta come una freccia, con la mascella stretta. Eletta guidava piano, con dolcezza, e salutava le coccinelle. Ale correva tra gli altri, e Michi lo seguiva con la sua rossa ammaccata.
Ma la macchinina di Michi faceva un rumore strano: tric, trac, trac. Ad ogni curva rallentava un po'. Salì la rampa a fatica, mentre gli altri sparivano nel tubo.
"Aspettatemi!" chiamò Michi.
Nessuno lo sentì. Michi rimase solo, in mezzo al giardino enorme, con il vento che muoveva i fili d'erba. Gli occhi gli diventarono lucidi.
"La mia macchinina è la più lenta," disse a se stesso. "Forse non sono bravo come gli altri."
In quel momento, sotto il tubo, Ale si accorse che dietro di lui c'era un posto vuoto. Frenò così forte che le ruote fecero un fischio lungo.
"Dov'è Michi?" disse.
"Sta ancora salendo," disse Eletta, guardando indietro. "Ale, aspettiamolo."
"Ma si perde la gara!" disse Lori, rientrando a tutta velocità con il petalo in testa.
"Una gara è più bella quando si va insieme," disse Eletta.
Viola frenò di colpo. "Ha ragione. Nessuno resta indietro. Si fa squadra!"
Tornarono tutti insieme verso la rampa. Michi stava lì, con la macchinina ferma e gli occhi lucidi.
"Non ce la faccio," disse. "La mia è ammaccata."
"A me piace proprio perché è ammaccata," disse Ale. "Ha una storia. E poi, guarda!"
Ale mise il suo paraurti contro quello di Michi e spinse. Viola spinse dietro Ale, Eletta dietro Viola e Lori dietro Eletta, con la lingua fuori dallo sforzo. Una grande catena di macchinine, e la rossa di Michi volò su per la rampa come un razzo.
"Wow!" gridò Michi, e sorrise per la prima volta dopo tanto.
Insieme sfrecciarono dentro il tubo, uscirono dall'altra parte e fecero il giro tondo del loop, a testa in giù, con i capelli che volavano e tutti che urlavano di gioia.
Ma subito dopo la curva si fermarono. In mezzo alla pista c'era qualcosa di enorme e tondo, bianco e nero: un pallone da calcio gigante! Era il pallone di Michi, finito lì quando Poldo lo aveva lanciato via con una zampata, e ora bloccava tutta la pista.
"Che facciamo?" disse Lori. "È più alto di una casa!"
Dietro il pallone si sentiva un miagolio disperato. Poldo, il gattone grasso, era rimasto bloccato dall'altra parte, e non riusciva più a passare.
"Dobbiamo aiutarlo!" disse Eletta.
Michi guardò il pallone e gli brillarono gli occhi. "Questo lo so fare io," disse. "Io so tirare. Ma da sotto non arrivo, è troppo grande."
Ale sentì nella testa un piccolo Aha! come una lampadina che si accende. Guardò l'altalena lì vicino, con la sua tavola lunga e sbilenca.
"Ho un'idea!" disse. "Facciamo una rampa con la tavola dell'altalena. Michi sale sopra e calcia da lassù!"
Si misero tutti al lavoro. Viola e Lori tirarono la tavola, Eletta la tenne ferma, Ale la appoggiò su un sasso, saltando e arrampicandosi come uno scoiattolo. In un momento la rampa era pronta.
Michi salì sulla tavola, prese un grande respiro, e Ale gli disse: "Tu ce la fai, Michi."
"Tu ce la fai," dissero anche gli altri.
Michi prese la rincorsa, saltò e calciò con tutta la forza.
BOOOM! Il pallone gigante volò via, rotolò fino in fondo al giardino e finì dritto dentro il cesto dei panni stesi. Poldo, libero, fece un salto, si lisciò i baffi e disse con aria da gran signore: "Miao."
"Evviva!" gridarono tutti, abbracciandosi.
La pista era di nuovo libera. Dietro la curva si vedeva già il traguardo, con la bandierina a scacchi e i tre piloti che saltavano dalla gioia.
"Ultima gara!" disse Ale. "Tutti insieme!"
Si schierarono in fila, uno accanto all'altro, con la macchinina rossa di Michi proprio in mezzo. Non c'era più chi era primo o ultimo. Passarono la linea d'arrivo tutti nello stesso momento, ridendo e gridando, con Lori che aveva ancora il petalo sul casco.
Scintilla, Frizione e Tappo applaudirono dalla bandierina.
"Non abbiamo mai visto un traguardo così!" disse Scintilla.
"Mai!" disse Frizione, con i baffi che tremavano.
"A chi diamo la coppa?" disse Tappo. "Non sappiamo chi ha vinto!"
"Ha vinto la squadra," disse Scintilla. E tirò fuori una piccola coppa dorata con scritto: Coppa dell'Arrivare Insieme.
Tutti la tennero per i manici, e la alzarono in aria. Ci fu un altro lampo, un altro pop, e il profumo di gomma e di caramelle. Quando riaprirono gli occhi, il giardino era di nuovo normale, l'erba era di nuovo bassa, e le macchinine erano tornate piccolissime sul gradino. Sulla scatola c'era un piccolo biglietto con scritto: "Grazie per la gara. Ci vediamo presto. Firmato: Scintilla, Frizione e Tappo."
"Bravi, bambini!" disse la maestra Stella, che era arrivata con il fischietto. "Vi ho visti dalla panchina: stavate costruendo una cosa grande con la tavola dell'altalena!"
"Mamma," disse Michi, con gli occhi che brillavano, "abbiamo vinto una coppa!"
"Una coppa vera?" chiese Luis, strizzando l'occhio.
"Sì, quella dell'Arrivare Insieme," disse Ale.
"Allora," disse Stella, soffiando nel fischietto, "per festeggiare, partita di calcio! Io faccio l'arbitro."
Giocarono fino a pranzo, tutti insieme, con Luis in porta e Poldo come tifoso, che ogni tanto saltava in campo per prendere il pallone con le zampe. Stella fischiò tre falli a Lori, due a Poldo e uno anche a se stessa, perché era inciampata sul fischietto. Risero tantissimo.
Quando fu ora di andare, Michi si fermò sul cancello. Stringeva in mano la sua macchinina rossa ammaccata.
"Ale," disse piano.
"Sì?" disse Ale.
"Grazie che mi hai aspettato."
"Ma certo," disse Ale. "Gli amici si aspettano. E si spingono insieme."
Michi sorrise, il sorriso più largo del mondo, e tutti gli amici gli fecero ciao con la mano.
"Domani torniamo?" chiese.
"Domani, dopodomani e il giorno dopo ancora," disse Ale.
E nel cestino di Poldo, il pallone da calcio rimase lì tutta la notte, a sognare la rampa dell'altalena.