La Biblioteca delle Nuvole
📅 Pubblicata il 22/04/2026
✨ Riassunto della Storia
Viola, Ale, Eletta e Lori aiutano il panettiere Brunello a ritrovare la ricetta del pane perduto, salendo con Alfredo alla Biblioteca delle Nuvole dal merlo saggio Fiordaliso.
Era una mattina di primavera dolce, con il cielo azzurro come il grembiule della nonna quando stira, e una brezza leggera che faceva ondeggiare le tende delle bancarelle. Al Mercato dei Sette Profumi c'erano voci allegre, colori ovunque, e un'aria che sembrava un grande abbraccio.
Viola, Ale, Eletta e Lori camminavano tra le bancarelle tenendosi per mano. Viola aveva gli occhi azzurri brillanti e un'idea in testa.
"Facciamo la gara dei profumi!" disse Viola con voce decisa. "Chi ne riconosce di più ha vinto."
"Ci sto!" gridò Ale, saltando su un piede solo.
"Va bene," sussurrò Eletta, che parlava sempre con calma.
"Io vinco!" rise Lori, che era veloce anche con il naso.
Chiusero gli occhi a turno. Eletta annusò e disse: "Fragole!"
Lori annusò e disse: "Formaggio stagionato!" e rise, perché le puzze lo divertivano.
Ale annusò e disse: "Menta!"
Viola annusò a fondo e disse: "Rosmarino... e pane."
A quella parola, "pane", tutti si fermarono.
Davanti alla bancarella del forno, seduto su una cassetta di legno, c'era Brunello il panettiere. Aveva un grembiule tutto infarinato, la barba corta e bianca, e la testa tra le mani. Sembrava un sacco di farina molto triste.
"Brunello, perché sei così giù?" chiese Viola, avvicinandosi con cautela.
Il panettiere alzò la faccia. Aveva la punta del naso bianca di farina. "Oh bambini... ho perso la ricetta del mio pane più buono. Non la ricordo più. E senza quella ricetta, il pane del paese non sa più di niente."
Ale strinse i pugni. "Non è giusto!"
Lori si mise le mani sui fianchi. "La ritroviamo noi!"
Eletta guardò Brunello con dolcezza. "Non ti preoccupare."
Viola decise subito: "Andiamo a cercarla."
In quel momento accadde qualcosa di magico. Dal cielo cominciarono a scendere dei petali. Erano rosa e gialli, leggeri come soffi, e profumavano come un giardino di primavera. Cadevano sulle bancarelle, sui cappelli, sui cestini. Era la prima pioggia di petali della stagione.
Ale aprì la bocca per sentirne uno. Lori fece un salto per afferrarne uno al volo. Eletta ne mise uno sul palmo e sorrise. Viola, con un petalo giallo tra i capelli, aveva il cuore che le batteva forte di meraviglia.
CIUFFFF CIUFFFF!
Da dietro il mercato arrivò un fumo bianco e allegro. Era Alfredo, il trenino magico, con la faccia sorridente e le ruote che giravano. Si fermò davanti ai bambini e sbuffò con calma.
Poi Alfredo parlò, come fa sempre, in rima:
"CIUFFFF CIUFFFF, salite bambini,
vi porto lontano da questi giardini!
Sopra al mercato, tra raggi di sole,
un saggio fischietta vecchie parole!"
I bambini salirono di corsa. Brunello li salutò con la mano infarinata. "Buona fortuna, piccoli!"
Il trenino partì in mezzo alla pioggia di petali. Saliva sempre più in alto, girando attorno al campanile del paese. Dal finestrino si vedeva il Mercato dei Sette Profumi diventare piccolo come un fazzoletto colorato.
Alfredo si fermò davanti a una porta grande. Era una porta che galleggiava nel cielo, fatta di legno chiaro, con una maniglia di ottone a forma di foglia.
"È... una porta in aria!" disse Viola, con gli occhi spalancati.
"Ma dove siamo?" chiese Ale.
"Guardate lassù!" indicò Lori.
Sopra la porta, su una tavola di legno, c'era scritto: Biblioteca delle Nuvole.
Una biblioteca è un posto pieno di libri, come quella dove Eletta va il sabato con la mamma Elisa. Ma questa era diversa: era altissima sopra il mercato, fatta di legno vecchio e pietra dolce. Dentro c'erano scaffali che salivano fino al soffitto, scale di corda che dondolavano leggere, raggi di sole che entravano dalle finestre e facevano brillare la polvere come se fosse oro.
I bambini entrarono in punta di piedi. Tutto era silenzioso. Un libro solitario, dimenticato su un tavolino, sbadigliò.
"Fiuuuu... fiuuu... tiriliiii..."
Un fischio dolce, musicale, arrivò dall'alto.
Tra le travi di legno, proprio sotto il tetto, c'era un merlo. Aveva le piume nere con riflessi viola, gli occhi piccoli e saggi, e una zampina con un campanellino d'argento legato con un nastro.
"Buongiorno, bambini," disse il merlo. "Mi chiamo Fiordaliso. Ero qui da tanto tempo e pensavo che nessuno sarebbe più venuto a trovarmi."
"Sei un merlo parlante!" si meravigliò Ale.
"Sono un merlo saggio," rispose Fiordaliso con un sorriso da nonno. "E vecchissimo. Ricordo tutte le melodie che si sono sentite al mercato per cinquanta anni. Cosa vi porta qui?"
Viola fece un passo avanti. "Brunello ha perso la ricetta del pane più buono. Ci aiuti?"
Fiordaliso chiuse gli occhi. "Ah, quella ricetta. Brunello la canticchiava sempre mentre impastava. Io la melodia la ricordo. Ma non so leggere, e la ricetta è scritta in un libro... nascosto qui dentro."
"E come facciamo a trovarlo?" chiese Eletta, guardando gli scaffali infiniti.
"Seguite il mio fischio," disse Fiordaliso. "Ogni verso parla di una cosa. E il mio campanellino tintinna quando una melodia contiene una verità. Vi guiderà."
Fiordaliso svolazzò in basso, si posò su uno scaffale e cominciò.
"Fiuuuu fiii-fiii... tiriliiii..." Il fischio era dolce, come quando la nonna canticchia in cucina.
"Questo verso parla del grano," spiegò il merlo.
Lori, che era il più veloce, corse verso una scala di corda. "Io salgo!" Si arrampicò su e giù, leggero come una scimmietta.
Eletta, con calma, cominciò ad aprire i libri polverosi uno per uno, con le dita delicate. Non saltava le pagine, le sfogliava come se fossero farfalle.
Viola teneva le orecchie tese, ascoltando il campanellino: tin... tin... tin...
Ale saltava da uno scaffale all'altro per vedere in fretta.
"Qui c'è un libro sul grano!" disse Lori, afferrando un volume giallo.
Ma il campanellino di Fiordaliso rimase zitto.
"Non è quello," disse Viola. "Il campanellino non suona."
"Va bene, ne cerco un altro!" disse Lori, senza scoraggiarsi.
Fiordaliso fischiò di nuovo. Il secondo verso parlava di forno e di farina. Eletta aprì un libro e poi un altro, finché trovò un libro con dentro un disegno di un forno che scalda. Il campanellino fece... tiiiin... ma solo un piccolo suono.
"Ci siamo vicini!" disse Viola.
In quel momento si sentì un brontolio. Bruun... Bruun... Arrivava da lontano, come una pancia di gigante che ha fame. Era un temporale che grugniva in lontananza, dietro le montagne.
La biblioteca diventò un po' più buia. I raggi di sole si affievolirono. Viola ebbe un piccolo sussulto. Le brillavano gli occhi di paura.
Ale si fermò, tornò indietro, e le prese la mano. "Sono qui con te."
"È lontano," sussurrò Eletta. "Non arriverà fino a noi."
"Sentite il mio fischio," disse Fiordaliso con voce calma. "La melodia è più forte del tuono."
E fischiò. Il fischio era dolce come il miele, e il campanellino cominciò a tintinnare come una collanina. Viola chiuse gli occhi e ascoltò. La paura si sciolse come il burro sulla pasta calda.
Fiordaliso cantò il terzo verso. Parlava di stelle cadute nella farina, una frase strana che il panettiere canticchiava quando impastava la sera.
"Stelle cadute nella farina?" chiese Ale. "E cosa vuol dire?"
"Significa i semini di anice," spiegò Fiordaliso. "Sono piccoli e neri come stelline che cadono sul bianco. L'anice è una piantina profumata che si mette nel pane per dargli un sapore speciale."
Eletta aprì gli occhi. "Allora il libro deve avere un disegno con delle stelline piccole!"
I bambini si misero a cercare con più attenzione. Lori salì ancora. Eletta sfogliava con cura. Viola, con la mano di Ale nella sua, seguiva il campanellino di Fiordaliso.
"Tin tin tin tin!" Il campanellino suonava forte.
Viola alzò gli occhi. In alto, in una nicchia polverosa, c'era un libro blu scuro, chiuso da un nastro dorato, con piccole stelline d'argento sulla copertina.
"Quello!" disse Viola.
Lori si arrampicò leggero e lo prese. Scese con il libro stretto al petto. Eletta lo posò su un tavolino. Viola sciolse il nastro.
Quando aprirono il libro, successe una cosa che nessuno si aspettava. Dalla pagina giusta uscì una nuvoletta profumata. Sapeva di pane caldo, di crosta dorata, di lievito felice. La nuvoletta volò via leggera, uscì dalla finestra, scese lungo i muri della Biblioteca delle Nuvole fino al Mercato dei Sette Profumi.
I bambini corsero alla finestra. Sotto, al mercato, videro la nuvoletta avvolgere Brunello. Il panettiere annusò, annusò ancora, e all'improvviso aprì gli occhi spalancati. Si era ricordato! Si mise subito a impastare con un sorriso enorme.
Viola si girò verso Fiordaliso. Il merlo aveva gli occhietti lucidi.
"Cosa c'è, Fiordaliso?" chiese Viola dolcemente.
"Nessuno mi ascoltava più," disse il merlo, con la voce un po' rotta. "Sono tanti anni che fischietto da solo."
"Allora torneremo a trovarti," disse Viola decisa. "Ogni settimana."
"Io ti porto una briciola di pane," promise Ale.
"Io ti porto un disegno," disse Eletta.
"E io una piuma colorata!" aggiunse Lori.
Fiordaliso rise, con un fischio felice, e il campanellino tintinnò come non faceva da tanto tempo, perché quelle parole erano tutte vere.
CIUFFFF CIUFFFF!
Alfredo il trenino magico li chiamò dalla porta sospesa. Il temporale lontano si era zittito, e dal mercato saliva un profumo di pane caldo che faceva venire l'acquolina in bocca.
I bambini salutarono Fiordaliso e salirono sul trenino. Il merlo fischiettò un saluto dalla finestra, e il campanellino rispose tintinnando.
Alfredo partì con la sua voce rimata:
"CIUFFFF CIUFFFF, si torna giù piano,
con un gran sorriso e il pane in mano!
Un amico vero è il più bel tesoro,
vale di più dell'argento e dell'oro!"
Il trenino scese dolcemente tra i petali rosa e gialli che ancora cadevano dal cielo. Al Mercato dei Sette Profumi, Brunello sfornava pagnotte fumanti, e la gente si metteva in fila sorridendo.
Viola guardò i suoi amici. "Ce l'abbiamo fatta insieme."
"Da soli non ci saremmo riusciti," disse Ale.
"L'amicizia è un tesoro," bisbigliò Eletta.
"Il tesoro più buono del mondo!" esclamò Lori, annusando il pane.
E mentre un petalo giallo le si posava sulla guancia, Viola pensò che sì, un pane buono profuma, ma gli amici profumano ancora di più.