Storie per Bambini

storie per bambini dai 2 ai 5 anni

Un uovo tra le onde

Un uovo tra le onde

✨ Riassunto della Storia

Tommaso e la cagnolina Iuchi trovano in spiaggia un uovo che si schiude. Con calma e coraggio riportano il cucciolo di dinosauro dalla sua mamma oltre lo scoglio.

Il primo giorno d'estate aveva un odore tutto suo, di sale, di sabbia calda e di creme da spalmare. Tommaso e la sua famiglia erano arrivati in macchina quella mattina, dopo un viaggio lunghissimo. A Iuchi i viaggi in automobile non piacevano per niente: tremava, si faceva piccola sul sedile e guaiva sommessa. Per tranquillizzarla, Tommaso aveva chiesto di mettere uno dei podcast che ascoltavano sempre insieme, e la voce gentile uscita dalle casse le aveva fatto passare la paura. Quando finalmente le portiere si erano aperte, Iuchi era saltata fuori tutta contenta, aveva annusato l'aria salata e aveva lanciato un lungo ululato di gioia, proprio come faceva ogni volta che sentiva di essere arrivata a casa.

Davanti a loro il mare della Toscana scintillava come un grande telo d'argento srotolato fino al cielo.

"Ciao pulcinella," disse mamma Elena, prendendo Tommaso per mano. Era magra, con i capelli corti e le braccia piene di tatuaggi colorati, e aveva quello sguardo insieme deciso e dolce che il suo bambino conosceva bene.

Poco distante, papà Paolo stendeva il telo. Era altissimo e grande, con tanti disegni sulle braccia e la barba che quell'estate aveva deciso di tenere cortissima. "Oggi si fa il primo bagno della stagione," brontolò con la sua voce burbera. Poi sorrise, e il suo sorriso riempì tutta la spiaggia.

Sotto l'ombrellone, la cugina Cora sistemava il violino. Aveva tantissimi capelli ricci e occhi verdi, e faceva uscire dallo strumento due note sottili che si mescolavano al rumore delle onde.

Tommaso non riuscì ad aspettare oltre. I suoi capelli lunghi svolazzavano al vento e i suoi occhi, grigio e verde insieme, cambiavano colore a ogni raggio di sole. Infilò le scarpe rosse, quelle velocissime, si aggiustò lo smanicato a cubetti colorati e partì come un razzo sulla battigia. A casa costruiva garage enormi con i grandi mattoncini colorati e teneva una collezione di macchinine da corsa in un cassetto segreto del divano, ma la cosa che amava di più al mondo erano i dinosauri: ne conosceva i nomi, i versi e le abitudini meglio di chiunque altro.

Dietro di lui arrivava Iuchi, la sua cagnolina bionda dagli occhi diversi, uno azzurro e uno marrone. Iuchi non correva dritta: camminava spaperando, ondeggiando di qua e di là come una papera felice, con la lingua di fuori.

Fu proprio Iuchi a fermarsi per prima. Tra due onde, mezzo sepolto nella sabbia bagnata, c'era qualcosa. Un uovo. Un uovo vero, grande come un melone, tutto a righe azzurre e gialle.

Tommaso si bloccò e il cuore prese a battergli forte. A casa, quando si annoiava, il suo gioco preferito era proprio quello: entrare nella cesta della biancheria e fare finta di essere un cucciolo di dinosauro dentro all'uovo, mentre la mamma o il papà aspettavano che nascesse. Ma quello era un uovo per davvero.

"Iuchi, guarda," sussurrò.

L'uovo si mosse. Una volta, due volte. Poi, con un piccolo crac, si aprì. E da dentro spuntò la testolina spaesata di un cucciolo di dinosauro, con due occhioni grandi e un verso timido. "Squit."

Tommaso, che di dinosauri sapeva tutto, lo riconobbe al volo. Allungò la mano per accarezzarlo e, nel farlo, sfiorò il braccialetto d'argento che portava sempre al polso, quello che gli aveva fatto all'uncinetto la nonna Angela.

In quell'istante accadde una cosa meravigliosa. Il verso del cucciolo diventò una vocina chiara, e Tommaso capì ogni parola.

"Ho perso la mia mamma," piangeva il cucciolo. "È rimasta oltre lo scoglio, dove l'acqua è alta."

Tommaso sgranò gli occhi. Si girò verso Iuchi, e scoprì che pure i guaiti della sua cagnolina, all'improvviso, erano parole.

"Allora è proprio vero," guaì Iuchi, stupita. "Il braccialetto della nonna ti fa capire gli animali!"

Tommaso non ebbe paura. Lui sapeva cosa fare con un cucciolo appena nato, lo aveva letto in tanti libri. "Prima di tutto devi stare al caldo," disse, e avvolse il piccolo nel suo asciugamano. "E poi devi mangiare qualcosa."

Frugò nella borsa e tirò fuori un pezzetto di pane con le alici, quello che a colazione mangiava sempre. Il cucciolo lo annusò, lo assaggiò e fece "squit" di contentezza. Poi si rannicchiò contro il petto di Tommaso e smise di tremare.

Era un piccolo dinosauro dal collo lungo e dalle zampe tozze: Tommaso lo riconobbe subito, perché sui suoi libri ne aveva visti tanti uguali. "Tu da grande diventerai altissimo," gli disse con dolcezza, "più alto perfino del mio papà." Il cucciolo fece una minuscola capriola nella sabbia e, per un attimo, parve quasi dimenticare la paura.

"Adesso ti riporto dalla tua mamma," promise Tommaso.

Guardò in fondo alla baia. Laggiù c'era lo scoglio dei sussurri, una roccia grande e liscia dove il vento faceva un suono come di tante voci piccole. La mamma del cucciolo aspettava di là. Ma per arrivarci bisognava passare dove l'acqua si faceva alta e le onde spingevano.

Tommaso, che era temerario, pensò subito di buttarsi in acqua di slancio, come faceva con tutto. Ma appena mosse un passo, il cucciolo ricominciò a tremare e gli si aggrappò addosso.

"Ho paura," squittì. "L'acqua è grande."

Tommaso si fermò. Sentì qualcosa stringersi dentro, lo stesso nodo che gli veniva la sera, quando era stanco e cercava le coccole. E capì una cosa importante: in quel momento non serviva correre, serviva essere gentili.

Si inginocchiò sulla sabbia, proprio come faceva la mamma con lui quando piangeva, e parlò con voce calma al cucciolo. "Lo so che fa paura. Ma io sono qui con te. Andiamo con calma, un passo alla volta. Te lo prometto."

Il cucciolo lo guardò con i suoi occhioni e smise di tremare.

Iuchi, che era timida e prudente, annusò l'acqua e indicò con il muso un sentiero di sabbia poco profonda, dove le onde arrivavano gentili. "Di qua," guaì. "Qui non è pericoloso."

Tommaso avrebbe voluto andare dritto, veloce come le sue scarpe rosse. Ma questa volta diede retta alla sua amica. Avanzarono insieme, un passo alla volta, con il cucciolo al sicuro tra le braccia di Tommaso e l'acqua che arrivava appena alle ginocchia.

Erano quasi allo scoglio quando il mare fece uno scherzo. Un'onda più grande delle altre arrivò all'improvviso, tutta schiuma e spuma, e fece perdere l'equilibrio a Tommaso. Il cucciolo gli scivolò dalle braccia e cadde in acqua con un tonfo.

"Nooo!" gridò Tommaso.

Per un attimo tutto parve fermarsi. La testolina del cucciolo spuntava e spariva tra la schiuma, troppo lontana per essere raggiunta.

Ma Iuchi non ci pensò due volte. Lei, che aveva sempre avuto paura dell'acqua, lei che era timida e prudente, trovò in quel momento un coraggio grande così. Spiccò un salto, proprio come quando prendeva la palla al volo al parco verde, e afferrò il cucciolo con la bocca, delicata, senza fargli male. Poi tornò a riva spaperando, fradicia e fiera, e posò il piccolo sano e salvo sulla sabbia.

"Hai spaccato, Iuchi!" esclamò Tommaso, con gli occhi lucidi. "Sei stata coraggiosissima!"

Iuchi scodinzolò, ancora un poco tremante. "Avevo paura," ammise. "Ma tu avevi bisogno di me."

Finalmente superarono lo scoglio dei sussurri. E lì, nell'acqua bassa e tranquilla, li aspettava la mamma del cucciolo: un dinosauro grande e gentile, con gli occhi dolci come quelli del suo piccolo. Quando lo vide fece un verso lungo e caldo, pieno di gioia, e lo avvolse con il collo come in un abbraccio.

"Grazie," disse ai due amici. "Avete riportato a casa il mio tesoro." Poi chinò la testa verso Tommaso e Iuchi, e il suo respiro caldo profumava di alghe e di sole.

Il cucciolo salutò con la zampina. "Ciao Tommaso. Ciao Iuchi. Non vi dimenticherò."

Tommaso e Iuchi tornarono a riva bagnati e felici. Papà Paolo li aspettava con le mani sui fianchi, e quando li vide spalancò le braccia. "Ma guarda questi due. Hai spaccato, campione!" disse, e lo tirò su fino al cielo.

Mamma Elena abbracciò forte il suo pulcinella, senza badare a quanto fosse bagnato. "Il mio bambino coraggioso," gli sussurrò in un orecchio.

E la cugina Cora, che da lontano aveva visto tutto, prese il violino e suonò una melodia dolce, per salutare il mare e quella giornata speciale.

Poi, come promesso, fecero tutti insieme il primo bagno dell'estate, saltando le onde e ridendo, con Iuchi che spaperava nell'acqua bassa e abbaiava di gioia.

La sera Tommaso era stanchissimo. Quando era stanco diventava tenero come un cucciolo e cercava le coccole. Si infilò nel letto e papà Paolo si sdraiò accanto a lui, appiccicati come piaceva a loro.

"Tre storie," chiese Tommaso con un filo di voce, come ogni sera.

Gliene lessero tre. Ma quella che gli piacque di più non stava in nessun libro: era la storia dell'uovo tra le onde, del cucciolo salvato e di Iuchi coraggiosa. La sua storia. La ascoltava anche Iuchi, che amava dormire sul letto e si era arrotolata vicino ai suoi piedi, con gli occhi socchiusi, uno azzurro e uno marrone.

Prima di addormentarsi, Tommaso sfiorò il braccialetto d'argento di nonna Angela e sorrise. Fuori, il mare continuava a sussurrare. E lui aveva capito una cosa, senza che nessuno gliela dovesse spiegare: si può essere coraggiosi e teneri nello stesso momento, e prendersi cura di qualcuno è il coraggio più grande che ci sia.

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