Slalom tra le Stelle
📅 Pubblicata il 20/09/2026
✨ Riassunto della Storia
Lori e i suoi amici volano con Alfredo sul Monte Nuvolotto, una montagna di neve tra le stelle. Fanno una gara di slalom e, aiutandosi, ritrovano il rosso perduto dell'arcobaleno.
Era una sera d'inverno e nel giardino di Lori l'aria era frizzante e fredda. In cielo si accendevano le prime stelle, una dopo l'altra, come tante lucine gialle. Non c'era una nuvola. Poi, senza far rumore, cominciò a nevicare: fiocchi bianchi e soffici scendevano dal cielo, leggeri come piume.
Lori, Ale, Viola ed Eletta erano tutti imbacuccati nei cappottini, con i nasi rossi dal freddo. Si erano sdraiati nella neve fresca e muovevano le braccia e le gambe per fare gli angeli di neve.
"Il mio è già pronto!" rise Lori, saltando in piedi. "L'ho fatto in un lampo! Sono il più veloce di tutti!"
"Il mio ha le ali grandi," disse Viola, con la sua vocina decisa.
Eletta, invece, guardava il cielo tutta tranquilla. A un tratto indicò in alto con il dito. "Amici... guardate lassù. C'è qualcosa che non va."
Tutti alzarono gli occhi. In mezzo alle stelle brillava l'arcobaleno della notte, un arcobaleno speciale che si vede solo quando nevica sotto le stelle. Ma c'era un problema: mancava un colore.
"Il rosso!" esclamò Ale. "L'arcobaleno ha perso il rosso!"
Era proprio così. C'erano il giallo, il verde, l'azzurro e il viola... ma dove doveva esserci la striscia rossa restava solo un buco grigio e vuoto.
In quel momento si sentì un suono conosciuto: "CIUFFF CIUFFF!"
Dal fondo del giardino arrivò Alfredo il trenino magico, tutto colorato, che sbuffava nuvolette di fumo bianco. Si fermò davanti ai bambini e disse:
"Buonasera bambini, che freddo che fa,
salite qui sopra, si vola di qua!
Lassù tra le stelle un colore si è perso,
seguitemi in alto, nel cielo diverso!"
I bambini batterono le mani e salirono di corsa. Alfredo fischiò contento e partì verso l'alto, su e su, tra i fiocchi di neve e le stelle luccicanti.
Il trenino si fermò in un posto meraviglioso. Era una montagna tutta di neve soffice che galleggiava nel cielo stellato, come un'isola in mezzo alle nuvole. Non toccava terra: stava sospesa in aria!
"Wow!" disse Lori con gli occhi spalancati. "Una montagna che vola!"
Su per la montagna saliva una fila di paletti luminosi, fatti di stelline, che formavano un percorso a zig-zag fino alla cima. E lassù, in cima, brillava la luna, grande e tonda, che illuminava ogni cosa.
All'improvviso, davanti a loro, comparve fluttuando nell'aria una grande finestra di legno. Aveva due ante e si apriva e chiudeva da sola, come se battesse le mani. Ogni volta che si apriva, le cadeva addosso una spolverata di neve dal telaio.
La finestra spalancò le ante e gridò con una voce fortissima, come uno speaker allo stadio:
"BENVENUTIII SUL MONTE NUVOLOTTOOO! Io sono FANFARA, la Finestra Curiosa! E oggi... si gaaaara!"
I bambini fecero un salto indietro per lo spavento, poi scoppiarono a ridere. Fanfara urlava così forte che le orecchie facevano il solletico! E profumava di neve fresca e di frittelle calde.
"Ma perché gridi così?" chiese Ale, ridendo.
"IO NON GRIDO!" gridò Fanfara. "Io ANNUNCIO! Sono nata per annunciare le gare! E questa sarà una gara SPETTACOLAREEE!"
Poi spalancò le ante ancora di più. "Ascoltate bene, campioni! Il colore rosso dell'arcobaleno è rotolato fin quassù ed è finito in CIMA alla montagna! Solo chi arriva lassù facendo lo slalom tra i paletti di stelline potrà riprenderlo. Chi vincerà il TRIONFO?!"
"Il... trionfo?" chiese Lori, grattandosi la testa sotto il cappello. "Cos'è il trionfo?"
"Il trionfo," spiegò Eletta con dolcezza, "è quando vinci una cosa importante e diventi felicissimo. È una vittoria grande."
"E lo slalom cos'è?" chiese Viola.
"Lo slalom," gridò Fanfara, "è una gara in cui scivoli sulla neve facendo lo zig-zag tra i paletti, senza buttarli giù! Zig! Zag! Zig! Zag!"
Lori si sfregò le mani, tutto contento. "Facile! Ci penso io, sono il più veloce di tutti!" E partì di corsa, senza aspettare gli amici.
Ma la neve era scivolosa. Lori corse verso il primo paletto, mise un piede storto e... ZUM! Volò a gambe all'aria e atterrò con il sedere nella neve.
"Sto bene, sto bene!" disse, rialzandosi tutto bianco di neve.
Ripartì. Questa volta prese velocità, ma non riusciva a girare in tempo. Sbatté contro un paletto di stelline, che fece TLIN, poi contro un altro, che fece TLON, e finì per rotolare come una trottola giù per la discesa. Girò e girò, finché non si fermò a testa in giù dentro un mucchio di neve, con solo i piedi che spuntavano fuori.
Fanfara commentava tutto come uno speaker impazzito: "OHHH! CHE CAPITOMBOLO, SIGNORI! Il piccolo Lori gira come una TROTTOLAAA! Che numero, amici!"
Gli altri corsero per aiutarlo, ma Lori sbucò dalla neve tutto impettito. "No, no! Ce la faccio da solo! Guardate!"
Riprovò ancora. Corse, saltò e, in qualche modo, fece partire una piccola valanga... ma non era una valanga di neve. Era una valanga di FRITTELLE calde e profumate, che rotolavano giù dalla montagna! Una frittella gli atterrò dritta sulla testa, come un cappello morbido.
"PFFF!" fece Lori, sputando zucchero a velo dappertutto.
Poi scivolò di nuovo e, questa volta, la neve gli entrò tutta dentro i pantaloni. "BRRR! Che freddo gelato!" E cominciò a saltellare qua e là come una ranocchia. I bambini ridevano a crepapelle, e anche Fanfara: "SPETTACOLOOO! Neve nei pantaloni! Non si era mai vista una gara così!"
Lori però non si arrendeva. Prese la rincorsa più lunga di sempre, corse veloce come un razzo e... invece di salire, girò su se stesso come una giostra impazzita! Vedeva le stelle ballare e la luna fare le capriole. "Ehi, ma quante lune ci sono?" disse, barcollando con gli occhi storti. E poi, plof, cadde di nuovo a sedere nella neve.
Ma dopo tanti tentativi, Lori era sfinito. Aveva le gambe molli, il naso ghiacciato e non era salito neanche di un passo verso la cima. Si sedette nella neve, davvero stanco, e per la prima volta non aveva più voglia di ridere.
Guardò la cima lontana, poi guardò i suoi amici. E capì una cosa importante.
"Amici..." disse con una vocina piccola. "Io da solo non ce la faccio proprio. Mi... mi aiutate?"
Gli amici gli corsero vicino subito, con un gran sorriso.
"Certo che ti aiutiamo!" disse Viola. "Aspettavamo solo che ce lo chiedessi!"
Ale ebbe subito un'idea. Raccolse due rami lisci e robusti e li legò sotto i piedi di Lori. "Ecco fatto! Due sci veri! Così scivoli meglio e non cadi più."
Viola si mise davanti a tutti. Lei aveva l'occhio attento e non mollava mai. "Io ti mostro la strada. Guarda dove punto il dito: prima a destra, poi a sinistra. Zig, e poi zag!"
Eletta, calma e gentile, si mise di fianco a Lori e lo tenne per la mano. "E io ti tengo in equilibrio, così non traballi. Andiamo insieme, senza fretta."
E partirono. Lori spingeva veloce, come sapeva fare lui, ma questa volta non era solo. Viola indicava: "Destra!" e Lori girava a destra. "Sinistra!" e Lori girava a sinistra. Eletta lo teneva dritto ogni volta che stava per cadere. Zig! Zag! Zig! Zag!
I paletti di stelline suonavano tin, tin, tin mentre li sfioravano, ma non ne cadde neanche uno.
"Ce la stai facendo, Lori!" gridò Eletta. E lui, per la prima volta, non cadeva neanche un pochino.
Più salivano, più la montagna diventava ripida e il vento freddo soffiava forte. A un certo punto Lori sentì le gambe tremare. "Non ce la farò mai fino in cima!" disse con il fiatone.
"Sì che ce la fai!" gridarono tutti insieme. "Siamo qui con te!"
E allora Lori trovò una forza nuova. Con un ultimo scatto, tutti e quattro insieme, arrivarono in CIMA, proprio sotto la luna.
E lì, nascosta dietro un cumulo di neve, brillava la striscia di colore ROSSO, calda e luminosa come un tramonto.
"L'abbiamo trovato!" gridò Lori. Allungò le mani e prese il rosso, che subito schizzò in cielo e volò dritto dentro l'arcobaleno della notte, riempiendo il buco vuoto.
L'arcobaleno tornò completo: rosso, giallo, verde, azzurro e viola. Era bellissimo, e brillava su tutto il cielo stellato.
Fanfara spalancò le ante al massimo e urlò più forte che mai: "TRIONFOOO! CE L'HANNO FATTAAA! GRANDISSIMI CAMPIONIII!" E le cadde addosso un'intera nevicata dal telaio: poff!
Lori abbracciò i suoi tre amici. "Grazie. Da solo scivolavo e basta. Con voi, invece, ho vinto per davvero."
Proprio allora si sentì di nuovo: "CIUFFF CIUFFF!" Alfredo il trenino magico spuntò tra le nuvole per riportarli a casa. Tutti salirono, stanchi e contenti. Alfredo fischiò e disse:
"Bambini, che gara, che bel divertimento,
il rosso è tornato quassù in un momento!
Da solo cadevi, giravi lontano,
ma vinci davvero se chiedi una mano!"
Il trenino scese giù tra le stelle e li riportò nel giardino coperto di neve. Poi, con un ultimo "CIUFFF", salutò e sparì nel buio.
Quella notte, prima di addormentarsi, Lori guardò dalla finestra l'arcobaleno tornato completo e sorrise. Aveva imparato una cosa importante: chiedere aiuto non è da deboli. Chi chiede aiuto quando è in difficoltà è furbo e saggio, perché insieme agli amici si arriva dappertutto, anche in cima a una montagna che vola.