Storie per Bambini

storie per bambini dai 2 ai 5 anni

Una Staffetta fino alle Nuvole

Una Staffetta fino alle Nuvole

✨ Riassunto della Storia

Lori e gli amici salgono sul Grande Albero Girotondo, dove il cerbiatto pasticcione Ciampo li aspetta. Con una staffetta buffa costruiscono un sentiero di foglie e petali fino in cima e gridano grazie al Sole, che torna a splendere.

Quella mattina il cielo era di un azzurro lucido, con un sole tondo e caldo che sembrava una frittata gigante appesa in aria. Lori, Ale, Viola ed Eletta avevano inventato un gioco tutto nuovo: la corsa delle ombre. Bisognava saltare sopra l'ombra di un amico prima che scappasse via, e chi ci riusciva vinceva un punto e una risata.

"Non prenderai mai la mia ombra!" gridava Lori, che scattava veloce come un fulmine con le scarpe un po' slacciate.

"Aspetta, aspetta, sto arrivando!" rispondeva Ale, saltellando come una molla.

Viola, tenace, non mollava mai e inseguiva tutti a testa bassa. Eletta, tranquilla, rideva a bocca aperta e provava a fermare le ombre con le mani.

Ma proprio quando Lori faceva la sua capriola migliore, successe qualcosa di strano. Delle nuvole grosse e pigre si misero a spingere in cielo, una sopra l'altra, come cuscini ammucchiati. Spingi di qua, spingi di là, coprirono il sole tutto intero. Il prato diventò grigio. Le ombre sparirono. E anche il gioco, senza sole, non funzionava più.

"Uffa," sbuffò Lori, "dov'è finito il sole?"

Fu allora che, da lontano, arrivò un suono conosciuto. CIUFFFF CIUFFFF! Tra l'erba spuntò Alfredo il trenino magico, con il fumo che faceva cerchietti buffi e i vagoni colorati che ballonzolavano.

"CIUFFFF CIUFFFF! Ciao bimbi, montate leggeri,
si parte per rami, per giochi e sentieri!
Un albero triste non ride più tanto:
chi corre e ringrazia gli ridona l'incanto."

I bambini si guardarono con gli occhi che brillavano. Un albero che non ride più? Correre? Questo sembrava proprio un lavoro per Lori. Salirono tutti a bordo, si tennero forte, e via! Alfredo partì sferragliando allegro, su e giù per le colline, fino a un posto meraviglioso.

Davanti a loro c'era il Grande Albero Girotondo: un albero antico e altissimo, con i rami larghi aperti come braccia pronte per un girotondo, e un tronco cavo così grande che ci poteva stare nascosta una squadra intera. Ma quel giorno l'albero era grigio, spento, con le foglie tristi che pendevano giù come orecchie mosce.

Da un ramo, all'improvviso, arrivò un capitombolo. Zampe all'aria, foglie che volavano, e un tonfo morbido nell'erba: PUF! Era un cerbiatto piccolo, con le macchie a forma di cuore sul pelo. Si rialzò, fece due passi, e inciampò di nuovo nelle sue stesse zampe.

"Ops! Scusate! Ciao! Ops, di nuovo scusate!" disse ridendo. "Io sono Ciampo. Divento amico di tutti, ma cado sempre. Le mie zampe litigano tra loro!"

Da Ciampo veniva un profumo dolce di mirtilli, e quando si emozionava gli scappava uno starnuto buffissimo: ETCIÙ! E dallo starnuto uscivano tanti petali colorati che svolazzavano nell'aria.

"Ma perché l'albero è così triste?" chiese Eletta con la sua vocina gentile.

Ciampo abbassò le orecchie. "Perché il Sole si è nascosto sopra le nuvole. Sapete, il Sole ci dà la luce ogni giorno, ma nessuno gli dice mai grazie. Così si è sentito solo, ha fatto il broncio, e si è coperto la faccia. Bisogna essere riconoscenti con lui."

"Ricono... che cosa?" chiese Ale, grattandosi la testa.

"Riconoscenti," ripeté Ciampo. "Vuol dire dire grazie con il cuore a chi ci fa del bene. Come quando la mamma ti prepara la merenda e tu le dici grazie e le dai un bacino."

"Ah! Adesso ho capito!" disse Ale.

"E come facciamo a dire grazie a un sole nascosto lassù in alto?" domandò Viola, con gli occhi decisi.

Ciampo indicò il ramo più alto dell'albero, quello che quasi toccava le nuvole. "Dobbiamo costruire un sentiero di luce fino in cima. Un sentiero fatto di foglie lucide e di sassolini che brillano. Se arriviamo lassù e gridiamo grazie tutti insieme, il Sole ci sentirà. Ma le foglie sono in basso, e la cima è lontana. E le mie zampe... beh, avete visto le mie zampe."

Lori si stropicciò le mani, tutto contento. "Un sentiero da costruire correndo su e giù per i rami? Ma questa è una STAFFETTA! La cosa più divertente del mondo! Ci penso io!"

E spiegò il piano con la voce da vero campione: "Ci mettiamo in fila lungo i rami. Il primo raccoglie una foglia lucida in basso, corre e la passa al secondo. Il secondo corre e la passa al terzo. Foglia dopo foglia, saliamo fino in cima e costruiamo il sentiero. Prontiiii? VIA!"

La staffetta cominciò, ed era buffissima. Lori partì a razzo, ma i rami erano bagnati dalla Pioggia che canta, quella pioggia speciale che fa musica cadendo sulle foglie: PLIN, PLON, PLICH! Lori scivolò come su uno scivolo, girò tre volte su se stesso e finì seduto in una pozzanghera. SPLASH!

"Sono arrivato... quasi!" rise Lori, tutto zuppo, con una foglia in testa come un cappello.

Tutti scoppiarono a ridere. Poi toccò a Ciampo. Prese la foglia, fece due passi sicuri, e poi, PUF!, inciampò e rotolò come una palla di pelo lungo il ramo, spargendo mirtilli e foglie ovunque. Si fermò appeso a testa in giù per la coda.

"Va tutto bene!" disse Ciampo, dondolando. "Almeno da qui vedo tutto al contrario!"

Viola, tenace, afferrò la foglia e corse veloce fino al ramo dopo. Poi Eletta, con calma e con dolcezza, sistemò i sassolini uno accanto all'altro perché brillassero bene. E il sentiero cominciò a crescere, un pezzetto alla volta, salendo lungo il tronco dell'albero.

Ma a ogni giro c'era una gag nuova. Una volta Ale passò la foglia ad Eletta, ma la foglia era troppo scivolosa e volò via nel vento, e loro due si scontrarono con un DOING! rimbalzando all'indietro. Un'altra volta Ciampo, tutto emozionato perché il sentiero saliva, fece uno starnuto gigante: ETCIÙ! E una nuvola di petali coprì gli occhi di Lori, che corse dritto contro il tronco, BONK!, e vide le stelline anche senza sole.

"Ahi ahi ahi, che risate!" diceva Lori strofinandosi il naso. "Ma dobbiamo sbrigarci!"

Perché intanto era arrivato il momento della tensione. Il cielo si faceva sempre più scuro. Le nuvole diventavano nere e grosse, e il buio cominciava a mangiarsi l'albero dal basso. Faceva un po' freddo, e mancava ancora l'ultimo pezzo di sentiero, quello fino al ramo più alto.

"Non ce la faremo mai in tempo," sussurrò Ciampo, e le sue orecchie caddero giù tristi. "È tutta colpa mia. Cado sempre, rovino tutto. Non servo a niente."

Si accucciò in un angolo del tronco cavo, piccolo piccolo. Lori si fermò di colpo. Guardò il buio che saliva, guardò l'amico triste, e poi fece una cosa da vero campione: andò da Ciampo e gli mise una zampa sulla spalla.

"Ciampo, ma che dici? Tu sei il più forte di tutti!" disse Lori. "Sai perché siamo saliti così in alto? Perché ogni volta che cadi, ci fai ridere, e quando ridiamo insieme diventiamo più veloci. E poi guarda: i tuoi petali profumati hanno reso il sentiero il più bello del mondo. L'ultimo pezzo lo facciamo insieme. Tocca a te partire!"

Ciampo alzò le orecchie. Gli occhi gli diventarono lucidi, e questa volta lo starnuto fu il più grande di sempre: ETCIÙÙÙ! Una fontana di petali colorati salì in alto e si posò proprio sull'ultimo pezzo di ramo, come una scia scintillante.

"Guardate!" gridò Viola. "I petali hanno fatto l'ultimo pezzo di sentiero!"

Era vero. Il sentiero di foglie lucide, sassolini brillanti e petali profumati arrivava fino in cima. I bambini e Ciampo salirono l'ultimo tratto tutti insieme, veloci, mentre il buio arrivava a un passo dalle loro zampe. Uno sprint finale, l'ultimo salto, e... eccoli sul ramo più alto, quello che toccava le nuvole!

"Adesso!" disse Lori. "Tutti insieme! Uno, due, tre!"

E gridarono con tutto il fiato che avevano: "GRAAAZIE!"

Il grazie corale volò su, forte e caldo, e squarciò le nuvole nere proprio nel mezzo. Uno spiraglio di luce, poi due, poi tanti. Le nuvole si aprirono come tende a una finestra, e il Sole spuntò fuori, tondo e felice, con un sorriso enorme e i raggi che ballavano.

Subito tornò la Brezza profumata, quel venticello dolce che porta l'odore dei fiori da lontano. Il Grande Albero Girotondo si riaccese tutto: le foglie tornarono verdi e lucenti, il tronco brillò, e i rami sembravano davvero braccia aperte per abbracciare tutti.

"Abbiamo vinto la staffetta più importante del mondo!" esultò Lori, saltando in aria.

Ciampo starnutì di gioia un'ultima volta, ETCIÙ!, e fece una pioggia di petali su tutti, ridendo. Non si sentiva più inutile: si sentiva un campione, proprio come i suoi amici.

Mentre il sole scaldava di nuovo il prato, si sentì un CIUFFFF CIUFFFF conosciuto. Alfredo il trenino magico era tornato a prenderli. Salutarono Ciampo con un grande abbraccio, promisero di tornare, e salirono sui vagoni.

"CIUFFFF CIUFFFF! Che gara, che salti, che festa!
Un grazie gridato vi resta in testa!
Il sole è tornato, splendente e contento:
chi dona un bel grazie riscalda ogni momento."

E mentre l'albero salutava con i rami al vento, i bambini capirono una cosa dolce dolce, senza che nessuno gliela spiegasse: dire grazie non è solo una parola. È una magia che scalda il cuore, fa tornare il sole, e rende felice chi lo dice e chi lo riceve. Basta ricordarsi di dirlo, ogni giorno, a chi ci vuole bene.

E quella sera, prima di dormire, ognuno di loro disse un grazie speciale: a mamma, a papà, e persino al sole della finestra.

🌟 Regala a tuo figlio/a la sua storia personalizzata 🌟