Storie per Bambini

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Mille colori per un amico

Mille colori per un amico

✨ Riassunto della Storia

I bambini salgono su Alfredo e arrivano nella Baia dei Coralli Canterini, per lo Slalom delle Bollicine. Lori sta per vincere ma rinuncia al traguardo per aiutare Guizzo, un pesciolino grigio e smarrito, che grazie al loro aiuto ritrova i suoi colori.

Quella mattina il cielo era di un azzurro lavato di fresco, e un vento leggero passava tra le foglie del giardino. Non era un vento qualunque: sembrava sussurrare, come se raccontasse un segreto a ogni filo d'erba. Lori, Ale, Viola ed Eletta erano seduti sul prato a soffiare bolle di sapone con quattro cannucce colorate.

"Guardate la mia!" gridò Lori, e corse dietro a una bolla gigante finché non ci finì dentro con il naso. La bolla fece "plop" e lui rotolò nell'erba ridendo. Ale saltava per acchiapparle, Viola ne inseguiva una decisa a non farla scoppiare, ed Eletta ne guardava una sola, dolce, mentre saliva verso il cielo.

"Scommetto che corro più veloce della mia bolla!" disse Lori, e partì a razzo intorno all'albero. La bolla, intanto, gli scoppiò sulla fronte. "Ha vinto la bolla," ridacchiò Viola.

Fu allora che lo sentirono. "CIUFFFF CIUFFFF!"

Tra le bolle spuntò Alfredo il trenino magico, lucido e sorridente, con il fumo che faceva nuvolette tonde. I bambini corsero verso di lui battendo le mani.

Alfredo fischiò e disse:

"Salite, amici, è il momento giusto,
di tuffi, di gare e di tanto gusto!
Dove le bolle fanno plop nel blu,
e in gara si corre, laggiù, laggiù!"

"Dove andiamo? Dove andiamo?" chiese Lori, che già scalpitava.

"Lo scoprirete, non dico di più,
tenetevi forte, si parte, ciuffù!"

I quattro amici salirono ridendo. Il trenino sferragliò tra le nuvole, poi scese giù, giù, verso il mare. E senza che nessuno si bagnasse neppure un dito, entrarono dritti dentro l'acqua, come dentro una finestra azzurra.

Erano arrivati nella Baia dei Coralli Canterini.

Che meraviglia! I coralli sembravano fiori di zucchero colorato. Le alghe dondolavano come tende verdi. E dappertutto galleggiavano bollicine che facevano "plop, plop, plop". I bambini scoprirono che lì sotto potevano respirare e parlare come se nulla fosse, e che nuotavano leggeri come piume.

"Benvenuti allo Slalom delle Bollicine!" disse una vocina veloce. Davanti a loro c'era una stella marina rosa confetto, con cinque punte che si muovevano senza mai stare ferme. "Io sono Stella Chiacchi, la giudice della gara! Dovete nuotare tra i coralli seguendo le stelle luminose, e soprattutto dovete orientarvi bene, mi raccomando!"

Lori inclinò la testa. "Orientarvi? Che vuol dire orientarvi?"

"Vuol dire trovare la strada giusta senza perdersi," spiegò Stella Chiacchi. "Si guardano le stelle marine che si accendono, e si capisce da che parte andare. Ecco, orientarsi!"

"Ah!" fecero tutti insieme. E Lori ripeté "orientarsi" tre volte, perché gli piaceva come suonava.

Stella Chiacchi non smetteva un istante di parlare. "Allora, il percorso gira tra i coralli rossi, poi sotto l'arco di alghe, poi attenti, NON passate dalla grotta delle meduse solleticose, se no vi fanno il solletico e scoppiate a ridere! Ops... questo non dovevo dirlo. L'ho detto? L'ho detto."

Viola rise. "Ci hai appena svelato l'indizio!"

"Io parlo, parlo, e mi scappano le cose!" disse Stella Chiacchi, diventando di un rosa più acceso.

Lori intanto si allenava. E qui cominciarono i guai, di quelli che fanno sbellicare dalle risate. Prese la rincorsa, ma scivolò su un'alga liscia e saponosa e partì a girare come una trottola, "whoosh!", finendo con la coda per aria. Si tirò su, riprese slancio, e finì dentro una bolla gigante che lo fece rimbalzare su e giù, "boing, boing, boing", fino a sbucarne fuori con un granchietto appollaiato sul naso.

"Buongiorno," disse il granchietto, tranquillo.

"Buongiorno," rispose Lori, con gli occhi incrociati.

Provò di nuovo, deciso a non sbagliare. Nuotò veloce verso l'arco di alghe, ma lo prese troppo basso e ne uscì con un ciuffo verde in testa, come un cappello buffo. "Mi dona?" chiese, e fece l'inchino a un pesce palla, che per la sorpresa si gonfiò come un pallone e rimbalzò via.

Ale rideva così tanto che faceva le bolle dalla bocca. Eletta applaudiva dolce, e Viola gridava "Ancora! Ancora!". Anche Ale volle provare: fece una capriola nell'acqua, ma finì dritto dentro un cespuglio di alghe e sbucò con una conchiglia incastrata su un orecchio. "Sento il mare!" disse, e scoppiarono tutti a ridere di nuovo.

Ma in un angolo della baia, nascosto dietro un'alga, c'era qualcuno che non rideva.

Era un pesciolino grigio. Non di un grigio brutto: proprio un grigio spento, come se i suoi colori fossero andati a dormire. Si chiamava Guizzo.

Eletta, che notava sempre chi stava da solo, gli nuotò vicino. "Ciao. Vuoi giocare con noi?"

Guizzo scosse la testa. "Io non gareggio. Sono tutto grigio. Gli altri pesci brillano di mille colori e io no. Mi sento diverso, sbagliato. E poi senza colori non vedo bene le stelle luminose, e mi perdo sempre."

Eletta gli sorrise. "Non sei sbagliato. Sei solo un po' spento. Ma dentro di te c'è ancora tutto."

Guizzo abbassò gli occhi e non rispose.

"VIA ALLA GARA!" trillò Stella Chiacchi, e suonò una conchiglia. "PRONTI, PARTENZA... PLOP!"

Lori schizzò via come un razzo. Era velocissimo, il più veloce di tutti! Sfrecciava tra i coralli rossi, passava sotto l'arco di alghe, girava intorno alle bollicine con una curva perfetta. Gli altri pesci erano rimasti indietro di un chilometro. Il traguardo, una grande conchiglia dorata, era vicino, vicinissimo.

Lori già sorrideva. Stava per vincere.

Ma proprio in quel momento arrivò la corrente che sussurra. Soffiò tra i coralli, "sshhh, sshhh", e portò in giro un turbine di bollicine che coprì le stelle luminose. Per un attimo nessuno vide più la strada.

Lori rallentò e si voltò, per capire da che parte andare. E fu lì che lo vide.

Guizzo.

Il pesciolino grigio girava in tondo, smarrito. Senza colori non distingueva le stelle, e la corrente lo spingeva lontano dal percorso. Guizzo piangeva, e le sue lacrime si mescolavano all'acqua del mare.

Lori guardò il traguardo dorato. Era a un soffio. Bastava un colpo di pinne e avrebbe vinto.

Poi guardò di nuovo Guizzo, solo e spaventato.

Il cuore di Lori fece un tuffo. E Lori capì una cosa semplice: vincere da solo non era più così importante.

Girò la coda e tornò indietro, nuotando controcorrente. "Guizzo! Guizzo, sono qui!"

"Lori? Ma... stavi vincendo! Vai, lascia perdere me, io mi perdo sempre..."

"Non ti lascio," disse Lori. "Ti insegno io a orientarti. Non con gli occhi. Con il cuore."

"Con... il cuore?" tirò su col naso Guizzo.

"Chiudi gli occhi," disse Lori. "Senti la corrente sulla pelle? Quando ti accarezza da sinistra, vai a sinistra. Ascolta. Lei sussurra la strada."

Guizzo chiuse gli occhi. Tremava. Ma sentì la corrente sfiorargli il fianco. "Di... di qua?" sussurrò, e si mosse.

"Bravo! Continua!"

Dall'alto, Ale ebbe un'idea. "Amici! Facciamo luce noi!" I bambini raccolsero le stelle luminose cadute e le tennero in alto, così Guizzo poteva vederle meglio. Viola spingeva via le bolle con le mani, tenace, per aprire la strada. Eletta nuotava accanto a Guizzo e gli teneva una pinna. "Ci sei quasi. Sei bravissimo."

E successe una cosa magica.

Mentre Guizzo si fidava di sé, mentre sentiva che qualcuno credeva in lui, una punta della sua coda si accese di azzurro. Poi una pinna diventò gialla. Poi una striscia verde, una rossa, una viola. I colori si svegliavano, uno dopo l'altro, come lucine di festa!

"Guizzo! I tuoi colori!" gridò Lori. "Sei tutto colorato!"

Guizzo si guardò e non ci credeva. Brillava più di qualsiasi pesce della baia.

Insieme, Lori e Guizzo tagliarono il traguardo. Per ultimi. Ultimissimi. Tutti gli altri avevano già finito da un pezzo.

Ma quando passarono sotto la conchiglia dorata, accadde l'incredibile: tutta la Baia dei Coralli Canterini scoppiò in un applauso enorme. Pesci, granchi, polpi che battevano otto braccia insieme, e perfino Stella Chiacchi, che per la prima volta restò senza parole... per ben due secondi.

"Avete perso la gara," disse poi la stella, "ma avete vinto una cosa più grande. Quel pesciolino è tornato a splendere grazie a voi!"

Lori sorrise. "Non ho vinto perché sono veloce. Abbiamo vinto perché ci siamo aiutati."

Guizzo nuotò verso Lori e gli diede un abbraccio di pinne. "Mi hai insegnato a orientarmi. Ma soprattutto mi hai fatto sentire importante. Grazie."

Eletta aveva gli occhi un po' lucidi, di quelli belli. Viola e Ale fecero un girotondo d'acqua con Guizzo al centro, tutto scintillante.

Poi, dall'alto, arrivò il solito suono. "CIUFFFF CIUFFFF!" Alfredo il trenino magico era tornato a prenderli, galleggiando tra le bollicine.

Salutarono Guizzo e Stella Chiacchi con la mano, salirono su Alfredo, e il trenino disse:

"Chi corre veloce può vincer la gara,
ma un cuore gentile è una cosa più rara!
Chi aiuta un amico che è triste e smarrito,
di mille colori lo rende fiorito!"

I bambini sorrisero, stanchi e felici. Alfredo fischiò un'ultima volta:

"Adesso si torna, è ora di andare,
col cuore nel petto e il sapore del mare!"

E tra una nuvoletta di fumo e un "plop" di bolle, li riportò a casa, nel giardino dove il vento sussurrava ancora tra le foglie. Eletta si appisolò quasi subito, con un sorriso dolce. E tutti, quella sera, sognarono un pesciolino che brillava di mille colori.

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