Le Ciaspole Matte della Grotta di Luna
📅 Pubblicata il 08/09/2026
✨ Riassunto della Storia
I bambini salgono su Alfredo il trenino magico e raggiungono la Grotta di Luna per una gara con le ciaspole nella neve. Lori corre troppo e sprofonda di continuo; solo scaldandosi in cerchio e procedendo un passo alla volta, guidati dalla Piuma dorata, arrivano al Cristallo e vincono tutti insieme.
Quel pomeriggio il cielo era grigio, coperto di nuvole gonfie come batuffoli di cotone. Ale, Viola, Eletta e Lori erano in giardino e facevano una gara buffa: chi restava in equilibrio più a lungo su una gamba sola, come i fenicotteri.
Lori, che era veloce e non stava fermo un attimo, saltellava da un piede all'altro. "Guardate me! Guardate me!" rideva. E poi, oplà, cadeva seduto sull'erba a ridere di gusto.
"Sei sempre di fretta, Lori," disse Viola guardandolo con i suoi occhi azzurri.
"Io corro perché è la cosa più divertente del mondo!" rispose lui, e via, partiva di nuovo a razzo.
Fu allora che, da dietro le nuvole, arrivò un suono conosciuto e allegro: "CIUFFFF CIUFFFF!"
Era Alfredo il trenino magico, con le ruote lucide e un fischietto che sapeva di festa. Si fermò accanto al giardino sbuffando vapore, e disse:
"Ciuff ciuff, buongiorno, bambini cari,
oggi vi porto in luoghi rari!
C'è una grotta che brilla d'argento,
salite su, non perdiamo un momento!"
I quattro amici applaudirono e saltarono sul trenino. "Dove andiamo? Dove andiamo?" chiese Lori, che voleva sempre sapere tutto subito.
Alfredo fischiò e aggiunse:
"Una gara laggiù vi aspetta,
ma non correte, non c'è fretta!"
Poi partì, ciuff ciuff, tra le nuvole e le colline, fino a quando il finestrino si riempì di una luce speciale, argentata e magica.
Quando le porte si aprirono, i bambini rimasero a bocca aperta. Erano davanti alla Grotta di Luna: una caverna enorme, con le pareti coperte di cristalli che brillavano come mille lucine. In alto, un buco nel soffitto lasciava entrare la luna piena, grande e tonda, che illuminava tutto di luce d'argento. E per terra c'era la neve, fresca e alta, morbida come una coperta bianca.
"Che meraviglia!" sussurrò Eletta, tranquilla come sempre, con il nasino all'insù.
Ad aspettarli c'era un cartello di legno con delle strane scarpe grandi e larghe. "Sono ciaspole!" spiegò Viola. "Sono racchette da neve. Si mettono sotto i piedi e servono a camminare sopra la neve alta senza sprofondare."
"E quella cos'è?" chiese Ale, indicando in alto.
In cima alla grotta, lontano lontano, brillava un Cristallo grosso come un pallone, che mandava scintille di luce. Sotto, tanti tunnel si aprivano nella roccia: uno, due, tre, dieci gallerie, tutte uguali.
Proprio allora, dal nulla, comparve una piuma. Una piuma dorata che svolazzava a zig-zag e faceva il solletico quando ti passava vicino. La piuma si mise a scrivere nell'aria, con lettere di luce: "BENVENUTI ALLA CORSA DELLE CIASPOLE!"
"Una piuma che scrive!" rise Lori.
"Non solo scrivo," disse la Piuma con voce squillante, "io faccio la telecronaca! Come alla televisione! Signori e signore, ecco i quattro campioni! Chi arriverà per primo al Cristallo in cima vincerà la gara! Pronti? Che partenza impavida ci aspetta!"
I bambini si guardarono. "Cosa vuol dire impavida?" chiese Eletta.
"Impavida vuol dire coraggiosa, senza paura!" spiegò la Piuma, e cancellò una parola scritta male con un buffo "sbuff". "Ora infilate le ciaspole! Trovate il tunnel giusto! Ma attenzione: la neve ha coperto tutti i cartelli, e nessuno sa quale strada porta in cima!"
Era vero. Dove prima c'erano le frecce, ora c'era solo neve bianca. Nessuno sapeva quale galleria scegliere.
"Facile!" disse Lori, che aveva già i piedi dentro le ciaspole enormi. "Corro io e la trovo per primo!"
"Lori, aspetta!" disse Viola. Ma lui era già partito.
E qui successe il disastro più divertente della giornata.
Lori scattò come un fulmine, ma le ciaspole erano larghe come due padelle. Un piede finì sopra l'altro, le gambe si aggrovigliarono e, oplà, Lori fece una capriola nell'aria e atterrò a testa in giù nella neve alta, con solo i due piedi che spuntavano fuori, che si muovevano come le pinne di un pesce.
"OPS!" fece Lori, con la faccia nella neve.
E la grotta, che era magica, prese quel piccolo "OPS!" e lo rimbalzò da parete a parete: "OPS! ops! ops! opsss!" Sembrava che cento vocine ridessero tutte insieme. I bambini scoppiarono a ridere.
"E che tuffo, signori!" gridò la Piuma, scrivendo nell'aria "SPLASH!" a lettere grandi. "Il piccolo Lori si è infilato nella neve come una carotina!"
Ale e Viola corsero ad aiutarlo. Lo tirarono per i piedi e, pop, Lori uscì tutto imbiancato, con un ciuffo di neve in testa che sembrava un cappello.
"Non mollo!" disse lui, ridendo. E via di nuovo, di corsa.
Ma più correva, più affondava. Un passo troppo veloce, e zac, la ciaspola si piantava nella neve. Lori girava come una trottola, scivolava, ruzzolava, e ogni volta faceva "OPS!", e ogni volta la grotta rispondeva "ops ops opsss!" con la sua eco buffa.
In lontananza, intanto, si sentì un brontolìo profondo. Bruum, bruum.
Eletta si fece piccola piccola. "Cos'è?"
"È solo un temporale lontano," disse Ale. "Senti? Brontola come una pancia affamata!"
E infatti sembrava proprio lo stomaco di un gigante che non aveva fatto merenda. "Bruuum," faceva il temporale. "Ha fame!" ridacchiò Viola, e tutti risero, e non ebbero più paura.
Ma c'era un problema vero, adesso. Faceva freddo. Un freddo pungente, che entrava sotto le giacche. I quattro amici cominciarono a battere i denti: tic tic tic. E Lori, tutto bagnato di neve per le sue corse, tremava più di tutti.
"Ho fr-freddo," disse, e per la prima volta non aveva più voglia di correre. Si sedette sulla neve, stanco. "E non ho ancora trovato il tunnel giusto. Più corro e più sbaglio. Più corro e più affondo."
Ci fu un momento di silenzio. Anche la Piuma dorata smise di fare la telecronaca e si posò dolcemente sulla spalla di Lori.
Fu Eletta, la più tranquilla, ad avere l'idea del cuore. Si avvicinò a Lori e lo abbracciò. "Se stiamo vicini, ci scaldiamo," disse con la sua vocina gentile.
Viola annuì. "Facciamo un cerchio! Tutti stretti!"
E così fecero. Ale, Viola, Eletta e Lori si strinsero in un cerchio, spalla contro spalla, e piano si sentirono di nuovo caldi. Il tremore passò. I denti smisero di battere. Al centro del cerchio c'era di nuovo il sorriso.
"Ecco," disse Viola. "Ora ragioniamo. Lori, tu vai forte, ma la neve è alta. Se corri, affondi. Se invece facciamo un passo alla volta, le ciaspole galleggiano sopra la neve. Guarda!"
Viola alzò un piede con calma, lo posò davanti, poi l'altro. Un passo. Un altro passo. E le ciaspole restavano sopra la neve, senza sprofondare.
"Un passo alla volta," ripeté Lori. "Ma così è lento!"
"Lento, ma avanza sempre," disse Ale. "Meglio un passo che arriva, che dieci corse che cadono!"
Lori ci pensò. Poi sorrise, il suo sorriso furbo. "Va bene! Ma il tunnel giusto? Come lo troviamo?"
E qui la Piuma dorata svolazzò felice. "Ah, per quello ci sono io! Basta che me lo chiediate con gentilezza, invece di correre via! Io segno la strada giusta!" E cominciò a scrivere nell'aria una freccia dorata, luminosa, che indicava il terzo tunnel. "Di qua, campioni! Un passo alla volta!"
Allora partirono. Ma non di corsa. Tutti insieme, stretti nel loro cerchio caldo, con Lori davanti che dava il ritmo: "Un passo... e un altro passo... e un altro ancora."
Le ciaspole galleggiavano sulla neve. La freccia della Piuma li guidava dentro il tunnel scintillante, e i cristalli sulle pareti brillavano come stelle. Ogni tanto Lori aveva voglia di scattare, ma sentiva la manina di Eletta nella sua e si fermava. Un passo alla volta.
Il sentiero saliva, saliva. La luna piena diventava più vicina. E il temporale, in fondo, continuava a brontolare la sua pancia affamata: "Bruuum!" Ma ormai faceva solo ridere.
Poi, all'improvviso, il tunnel finì. E davanti a loro apparve il Cristallo, grande e luminoso, che riempiva la grotta di luce d'argento.
"Ce l'abbiamo fatta!" gridò Lori.
Fecero gli ultimi passi insieme, tutti e quattro nello stesso istante, tenendosi per mano, e toccarono il Cristallo tutti insieme.
La grotta esplose di luce. La Piuma dorata svolazzò in alto e scrisse nell'aria, a lettere enormi che riempivano tutta la caverna: "TRAGUARDOOO!"
"E vincono tutti! Tutti insieme!" gridò la Piuma. "La gara più bella di sempre! Non è arrivato primo il più veloce, ma i più uniti!"
I bambini si abbracciarono, ridendo e saltando. Lori guardò le sue ciaspole e disse: "Avevi ragione, Viola. Un passo alla volta si arriva davvero. Anche se sei veloce come me!"
Proprio allora, dal fondo della grotta, arrivò un suono familiare: "CIUFFFF CIUFFFF!"
Era Alfredo il trenino magico, venuto a riprenderli. Aprì le porte, li fece salire tutti al calduccio, e mentre ripartivano tra i cristalli scintillanti disse:
"Ciuff ciuff, che gara, che avventura,
un passo alla volta e niente paura!
Chi corre di fretta a volte affonda,
ma tutti vicini, la gioia è profonda!"
I bambini si addormentarono, stanchi e felici, mentre la grotta di luna brillava alle loro spalle e il temporale, lontano lontano, brontolava un ultimo "bruuum" da pancia affamata.
E Lori, prima di chiudere gli occhi, sorrise. Aveva scoperto una cosa nuova: che il modo più veloce per arrivare in cima, certe volte, è andare piano, un passo alla volta, insieme agli amici.