Storie per Bambini

storie per bambini dai 2 ai 5 anni

La Pioggia che Dipinge il Mare

La Pioggia che Dipinge il Mare

✨ Riassunto della Storia

I bambini volano con Alfredo nel Cielo di Sopra e, con Lucilla la lucciola, imparano ad aspettare con pazienza finché la Nuvola-Scrigno si apre e ridipinge il mare.

Quella mattina pioveva, e i quattro amici erano rimasti in casa a costruire una grande torre di mattoncini colorati. Ale metteva i mattoncini rossi, Lori quelli gialli, Eletta quelli azzurri, e Viola, in cima, sistemò il mattoncino verde più bello di tutti. Quando la torre fu altissima, si sdraiarono sul tappeto a guardare fuori dalla finestra.

"Guardate il mare," disse Viola, con i suoi occhi azzurri spalancati. "È tutto grigio. Persino i pesci sembrano spenti."

Era proprio così. Di solito il mare davanti a casa brillava di mille colori: azzurro, verde, rosa corallo e giallo dorato. Ma quel giorno sembrava una pozza di fango, senza nemmeno un lampo di luce.

"Forse i colori sono andati a dormire," disse Eletta piano, appoggiando il nasino al vetro.

"O forse qualcuno se li è portati via!" disse Lori, e fece una linguaccia al suo riflesso.

Viola non parlò. Ma dentro di sé pensava: "Io voglio scoprirlo." E quando Viola voleva scoprire una cosa, non c'era pioggia che potesse fermarla.

Fu proprio allora che lo sentirono.

"CIUFFFF CIUFFFF!"

Dal giardino arrivò Alfredo il trenino magico, tutto lucido di gocce di pioggia, con il fumo che disegnava buffi cerchietti nell'aria. Aprì gli sportelli e disse:

"Salite, amici, non c'è da aspettare,
lassù nel cielo vi voglio portare!
Dove le nuvole fanno il cuscino
e la pioggia colora ogni pesciolino!"

I quattro bambini si guardarono con gli occhi che brillavano. Salirono di corsa e... CIUFFFF! Il trenino partì, non sui binari, ma su per l'aria: in alto, oltre i tetti, oltre gli uccelli, oltre le nuvole grigie.

Poi si fermò.

Erano arrivati in un posto meraviglioso: un grande altopiano fatto tutto di nuvole, cioè una specie di prato sospeso in cima al cielo. C'erano colline di nuvola morbide come panna, e sopra splendeva un cielo dorato scaldato dal sole. Sotto ai loro piedi le nuvole erano soffici, e poco più in là si apriva un abisso di nebbia leggera, come un enorme materasso bianco.

"Che posto è questo?" sussurrò Ale, con il naso all'insù.

"È il Cielo di Sopra," disse una vocina.

I bambini si voltarono. Davanti a loro fluttuava una piccola lucciola, con una lucina in pancia che pulsava dolce, come un cuoricino. "Io sono Lucilla! Ma voi chi siete? E perché siete quassù? E vi piace volare? E avete mai toccato una nuvola con le mani?"

"Quante domande!" rise Lori.

"Mi piace sapere tutto!" disse Lucilla, e la sua lucina brillò di gioia.

Viola fece un passo avanti, decisa. "Lucilla, il nostro mare ha perso i colori. Sai perché?"

La lucciola volò fino al bordo di una collina di nuvola e indicò lontano. Là, in fondo, c'era una nuvola grigia e gonfia, posata come un sacco pesante. "Quella è la Nuvola-Scrigno," disse Lucilla. "Dentro tiene tutti i colori della pioggia. Ma è diventata così piena e stanca che non riesce più a piovere. E senza la sua pioggia colorata, il mare laggiù resta grigio."

"Allora andiamo a svegliarla!" disse Viola.

"Ma per arrivare fin lì," disse Lucilla, "bisogna attraversare il ponte di nuvole. Solo alcune nuvole sono solide. Le altre sono vuote, e chi ci mette il piede scivola giù. Io vi faccio luce e vi mostro la strada. Però... c'è un segreto sulla mia lucina."

"Quale segreto?" chiese Eletta.

"La mia luce brilla forte solo se restate calmi," spiegò Lucilla. "Se qualcuno corre o si agita, la mia lucina diventa piccola come un puntino, e non si vede più dove mettere i piedi."

"Facile!" disse Viola. "Andiamo!"

Il ponte di nuvole era stretto e ondeggiava appena. Lucilla volava davanti, e la sua luce accendeva le nuvole solide, una dopo l'altra, come sassi luminosi dentro un ruscello. Le nuvole sicure erano soffici come cuscini; quelle vuote, invece, avevano un colore più chiaro, quasi trasparente. Ale provava con il piede ogni nuvola prima di salirci. "Questa regge!" diceva. Eletta teneva Lucilla vicino al cuore e le parlava con dolcezza. Lori faceva ridere tutti tenendosi il naso, come se stesse per tuffarsi in piscina.

Ma Viola aveva fretta. Guardava la Nuvola-Scrigno lontana e il cuore le batteva forte. "Svelti, dobbiamo arrivare!" E senza aspettare gli altri, si mise a correre sul ponte.

E allora la lucina di Lucilla si rimpicciolì, poi quasi si spense.

Il sentiero sparì nel buio. Viola non vedeva più dove mettere i piedi. Posò il piede su una nuvola vuota e... whoop! Scivolò di lato, verso l'abisso di nebbia.

"VIOLA!" gridarono tutti insieme.

Ale fece un salto e la afferrò per una mano. Lori la prese per il vestito. Eletta e Lucilla tirarono con tutte le forze. E con calma, un pochino alla volta, la riportarono su, al sicuro sulla nuvola solida.

Viola tremava un poco. "Ho... ho avuto paura," disse con un filo di voce.

"Sei corsa troppo," disse dolcemente Eletta. "E così la luce si è spenta."

Lucilla si posò sulla sua spalla. "Quando corri, non riesco a vedere più niente nemmeno io," disse. "Ma se andiamo con calma, la mia lucina torna grande."

Viola fece un respiro lungo. E davvero, appena si tranquillizzò, la luce di Lucilla tornò a splendere forte, dorata e sicura. Il sentiero riapparve, nuvola dopo nuvola.

Camminando senza fretta, un passo alla volta, i bambini arrivarono finalmente accanto alla Nuvola-Scrigno. Da vicino era immensa. "Che vuol dire immensa?" chiese Ale, con gli occhi spalancati. "Vuol dire grande, più grande di una casa, più grande di una montagna," spiegò Lucilla. La Nuvola-Scrigno era grigia e brontolona, e ogni tanto faceva un piccolo tuono, come un pancione che borbotta.

"Adesso ti facciamo uscire quei colori!" disse Viola.

Salì sulla nuvola e cominciò a spingere, a strizzare, a scuotere con tutte le forze. "Esci, colore! Esci subito!"

La Nuvola-Scrigno si arrabbiò. Fece un tuono spaventoso: BROOOM! Diventò ancora più scura, si gonfiò, tremò tutta e sembrò sul punto di rompersi in mille pezzi. Un lampo le corse dentro come un brivido, e una folata di vento fece ondeggiare la nuvola sotto i piedi dei bambini.

Ma i colori non uscirono. Nemmeno uno.

Viola si fermò, senza fiato. "Non funziona," disse. "Perché non funziona?"

Fu allora che Lucilla, curiosa come sempre, fece la sua domanda più buffa e più importante: "Ma... la pioggia si può sgridare per farla venire?"

Tutti restarono in silenzio a pensarci. E in quel silenzio, Viola capì.

"No," disse a bassa voce. "Non si può. La pioggia arriva quando è pronta lei. Non quando lo vogliamo noi."

Si sedette sulla nuvola morbida. "Forse dobbiamo soltanto... aspettare."

Aspettare era la cosa più difficile del mondo, per Viola. Lei non mollava mai: voleva sempre fare, correre, riuscire subito. Ma questa volta la cosa più coraggiosa era proprio restare ferma.

Così si sedettero tutti vicini, con le gambe incrociate sulla nuvola soffice. Eletta canticchiò una ninna nanna dolce. Lori raccontò una barzelletta sui pesci che fece ridere perfino la lucciola. Ale contò le nuvole lentamente. E Viola, che di solito non stava mai ferma, tenne le mani in grembo e respirò con calma, ascoltando il silenzio del cielo. E Lucilla, tranquilla e felice, brillò più forte che mai: la sua lucina scaldava come una piccola stella.

E successe qualcosa.

Con tutti quei bambini calmi intorno, la Nuvola-Scrigno smise di brontolare. Il sole dorato la scaldò dall'alto, come un grande abbraccio caldo. E dentro la nuvola le gocce cominciarono a radunarsi, una alla volta: una goccia, poi due, poi tante. La nuvola diventava sempre più pesante, ma di una pesantezza buona, quella di chi sta per fare una cosa bellissima.

"Sta arrivando!" sussurrò Viola, con gli occhi che luccicavano. E questa volta non aveva fretta. Aspettava, e sorrideva.

Poi la Nuvola-Scrigno fece un sospiro lungo e felice... e si aprì.

Ne uscì la pioggia più bella che si fosse mai vista: gocce azzurre, gocce rosa, gocce verdi, gialle e dorate. Una pioggia-arcobaleno che scendeva giù fino al mare. I bambini alzarono le mani e lasciarono che le gocce colorate ci danzassero sopra, ridendo di gioia. E il mare, appena la sentì, ricominciò a brillare: prima un pezzetto azzurro, poi il verde delle alghe, poi il rosa dei coralli, poi tutti i colori insieme.

Il fondale del mare tornò a splendere come uno scrigno di tesori.

"Ce l'abbiamo fatta!" gridarono i bambini, abbracciandosi. E Lucilla volava in tondo, felice, brillando come un piccolo sole.

"Grazie, amici," disse Lucilla. "Avete riportato i colori al mare. E sai una cosa, Viola? Ci sei riuscita proprio quando hai smesso di correre."

Viola sorrise. Aveva imparato la cosa più difficile di tutte.

Quando fu ora di tornare, si sentì di nuovo:

"CIUFFFF CIUFFFF!"

Alfredo il trenino magico li aspettava sul bordo dorato del cielo. Tutti salirono e salutarono Lucilla con la mano, finché la sua lucina non fu che una stellina lontana. Poi Alfredo, dolce, disse:

"Chi ha troppa fretta scivola giù,
chi sa aspettare vola più su!
La calma ha aperto lo scrigno del cuore,
e adesso il mare è pieno di colore!"

E CIUFFFF, il trenino scese senza fretta dalle nuvole, e riportò i bambini a casa.

Fuori la pioggia era finita. E davanti alla finestra il mare brillava di mille colori, come non aveva mai fatto.

"Domani," disse Viola, con un piccolo sbadiglio, "aspetterò con calma la prossima avventura."

E per la prima volta, aspettare le sembrò una cosa bellissima.

🌟 Regala a tuo figlio/a la sua storia personalizzata 🌟